martedì 12 luglio 2011

L'ORGANIZZAZIONE TONALE IONICA E L'ORGANIZZAZIONE TONALE LYDIA

Come è evidente, LA SCALA IONIAN (C IONIAN) POSSIEDE DUE TONICHE: C ed F, di conseguenza essa accetta accordi derivanti dalle due toniche come succede nel II-V-I, inoltre l'oscillazione tonale avviene in uno spazio acustico e tonale delimitato dalle due toniche.
Questa è dunque una scala che non verticalizza, è autolimitante. E' definita orizzontale.
L'intervallo più forte dal punto di vista acustico è quello di quinta; se procediamo per quinte a partire da C abbiamo: C-G-D-A-E-B-F#-C# e così via fino all'altro C. Quindi la scala perfetta che accetta qualsiasi accordo è la scala cromatica in quanto essa ha un ambiente tonale indelimitato.
SE ANALIZZIAMO PER QUINTE LA SCALA IONIAN ABBIAMO C-G-D-A-E-B-F-C, QUINDI L'ANDAMENTO PER QUINTE E' INTERROTTO DALA COMPARSA DEL F. Questo artificio fà sì che si crei il tritono F-B che risolve tonalmente in C maj e rende quindi tonalmente chiusa la scala e l'armonia che ne deriva.
Se al centro della organizzazione tonale poniamo la scala Lydian (esempio C Lydian) innanzi tutto notiamo che il II-V-I non esiste più IN TERMINI CADENZIALI perchè il V grado non è dominante ( infatti, G Ionian prevede che il proprio tritono: C-F#, risolva in D Maj e non in C Maj); inoltre otteniamo una scala con una sola tonica: C. Il II-V-I IN TERMINI CADENZIALI nella scala lydian in effetti esiste come VI-II-V ( e cioè Dorian-Mixolydian-Ionian) MA LA CADENZA NON AVVIENE SULLA TONICA DELLA SCALA ( nell'esempio, scala C lydian, abbiamo Am7/D7/C Maj): La conseguenza è che la stazione tonica finale non è C Maj ma G Maj, ossia la dominante secondaria (D7)risolve sulla triade secondaria e non sulla triade primaria. L'assenza nella scala Lydian di una dominante che risolva sulla triade di tonica inibisce in parte il potere tonale della triade di tonica aprendo l'orizzonte tonale ad altre soluzioni non più scontate e banali, come nel rappporto dominante primaria/tonica, ma basate su di un concetto più evoluto di tensione e distensione tonale.
IN QUESTO SI IDENTIFICA LA FINE DEL CONCETTO ARMONICO TONALE E L'INIZIO DEL CONCETTO ARMONICO MODALE.
N O N E S I S T E P I U' L A C A D E N Z A D O M I N A N T E/T O N I C A.

4 commenti:

  1. INTERESSANTE, CONTINUA COSI

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  2. Gentile lettore, ti confesso che in quattro anni sei il primo che fa un commento al mio blog. Questo sicuramente è stato un deterrente per me, infatti per circa un anno ho sospeso il tutto. Poi ho ripreso per passione.
    L'armonia modale fa parte del mio carattere libero senza vincoli, permette al musicista di esprimersi liberamente, ma forse questo costituisce anche un limite per quanto riguarda l'"utenza" che evidentemente non è abituata alla libertà, bensì manipolata dai media e da tanti abusi ideologici, non da ultimo quello riguardante il Concilio di Trento nel quale la Chiesa Cattolica eliminò il modale a favore del tonale e questo più per evitare fughe creativo che per un effettivo aumento del valore della Musica.

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  3. introduzione e finale di un brano in che modo vanno elaborati?

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  4. Giuseppe Perna24 luglio 2011 19:24

    Stimato lettore, la risposta al tuo commento sarà oggetto del mio prossimo post perchè introduce delle tematiche che credo meritino un posto di rilievo nell'ambito del blog.

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